Pro Loco Capo Vaticano
"... appena la vidi, seppi che quella terra dalla quale si scorgevano quelle magiche isole era la mia seconda terra e qui sono venuto a vivere. Sta su di un promontorio alto sul mare, una punta di granito troppo vecchio che si sfalda precipitando, tempeste improvvise si spostano a sbattere venti selvaggi, qualche volta freddi quando vengono da nord, e qualche volta caldi quando arrivano dall'Africa vicina. Conosco il lungo cammino che il sole fa in un anno spostando il punto del suo tramonto: il 12 agosto scende giusto nel cratere dello Stromboli, il 23 settembre sparisce dietro Panarea, il giorno dei morti va giù proprio dietro la punta più alta di Vulcano, e poi mentre l'inverno si approfondisce a mano a mano sposta la fine delle giornate sempre più corte verso la sottile striscia di Milazzo, finchè a gennaio riprende la sua strada verso settentrione arrivando nel pieno dell'estate a sparire la sera molto più a nord dello Stromboli. Nelle giornate particolarmente limpide ho due vulcani nel giro dei miei occhi: lo Stromboli di fronte e l'Etna sulla sinistra, imponente pur nella sua grandissima lontananza. A nord ho l'aperto golfo di Sant'Eufemia con sullo sfondo le montagne dietro Amantea e sopra Cetraro e forse anche sopra Praia, dove sono già Basilicata. A sud ho il raccolto golfo di Gioia, chiuso dalla catena appenninica che si eleva nell'Aspromonte subito prima di rompersi nella spaccatura dello Stretto.
La notte tutta la sponda di fronte è una catena di luci, sempre più luci e sempre più vive, perchè i paesi si ingrandiscono, si distendono sulle rive, si arricchiscono di lampade al neon luci lungo tutto un arco lunghissimo che termina nel lampeggiare stanco del faro di Milazzo, in mezzo battono con ritmi diversi le luci dello stretto, i fari bianchi di Scilla e di Messina, le lampade rosse dei porti e dell'elettrodotto.
E' un panorama stupendo. E quando il giorno dalla punta del mio promontorio guardo gli scogli e le spiaggette cento metri sotto il mare limpidissimo che si fa subito blu profondo, so di trovarmi in uno dei luoghi più belli della terra".
(G. Berto)
IL NOME "CAPO VATICANO"
Gli antichi conobbero il promontorio di Capo Vaticano e lo segnarono sulle loro carte col nome di "Taurianum Promontorium", nome che, in epoca romana, fu cambiato in "Promontorio Vaticano". Vaticano deriva da "Vaticinium" che significa oracolo, responso.
La tradizione vuole che, nell'antichità, sul promontorio vi fosse un oracolo a cui i naviganti che provenivano da nord si rivolgevano prima di affrontare i vortici di Scilla e Cariddi e quelli che provenivano da sud chiedevano notizie sui popoli che avrebbero incontrato navigando verso nord. A tutti pare desse, in cambio di doni, il responso la profetessa Manto che dimorava in una grotta tra le rupi del Capo proprio di fronte ad uno scoglio che da lei prese il nome di "Scoglio Mantineo". E, non a caso, Mantineo deriva dal greco "mantéuo": rendo oracoli, do responsi.
Oggi, Capo Vaticano è un semplice punto geografico che coincide con il sito dove si erge il Faro della Marina Militare. Tale denominazione è stata estesa, nel corso degli ultimi anni, a tutto il territorio del Comune di Ricadi.
(Testo Pro Loco,1998)
CENNI STORICI
Il Comune di Ricadi per la sua felice posizione geografica e per l'amenità del paesaggio ha sempre costituito un polo di attrazione per molte popolazioni. Infatti, innumerevoli ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di vari insediamenti umani fin dall'epoca preistorica. In questi luoghi lasciarono tracce di un'antica e gloriosa civiltà gli Elleni, i Romani, i Bizantini, i Saraceni, i Normanni, le dinastie degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi e dei Borboni.
Chiaramente, le diverse dominazioni hanno influito su vari aspetti della vita degli indigeni e in modo particolare sul loro modo di esprimersi. Infatti, la lingua parlata risente dell'influenza di parole di origine araba, francese, spagnola, germanica e soprattutto latina e greca.
La storia dei paesi del "Capo" è legata a quella della vicina città di Tropea la quale per secoli esercitò il suo dominio su di essi che furono denominati "casali".
Nel 1806 Giuseppe Napoleone re delle due Sicilie, in occasione della suddivisione del regno in Province, Distretti e Comunità, assegnò Ricadi alla Provincia della Calabria Ulteriore, Distretto di Monteleone, Comunità di Tropea.
Nel 1808, Ricadi con Regio assenso promulgato da Giuseppe Napoleone fu eretto libero Comune ed ebbe il suo primo Sindaco, un certo R.A. Avenia. In un primo momento pare che siano state assegnate a Ricadi le frazioni di S. Domenica, Ciaramiti, S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi e Brattirò.
In seguito, Brattirò fu distaccata dal Comune di Ricadi e assegnata a quello di Drapia e a Ricadi furono concesse, intorno al 1812, le frazioni di Lampazzone e Barbalaconi che appartenevano a Spilinga.
Nel 1894 con la costruzione della line ferroviaria Napoli-Reggio Calabria, il ricadese cominciò a muovere i primi passi sulla via dello sviluppo sia economico che sociale.
Il resto è storia recente.
Website URL: http://http:/www.prolococapovaticano.it
E-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it| Denominazione | Pro Loco Capo Vaticano |
| indirizzo | Via Vaisette 40 San Nicolò |
| comune | Ricavi |
| cap | 89865 |
| Provincia | Vibo Valentia |
| telefono | +39 |
| fax | +39 |
| Anno di Fondazione | 1976 |
| Tessera Unpli n° | 2127 |
| Presidente | MARIA LASORBA |
| Vice Presidente | SCARAMOZZINO GIUSEPPE |
| Consiglieri | MARIA MAGLIOLO GIUSEPPINA LOIACONO GRAZIA GIADA LASORBA |
| Consiglio dei Revisori | ANNA FURCHI AGOSTINO DAVOLA |
| Consiglio dei Probiviri | |
| Segretario | MARIA MAGLIOLO |
| Tesoriere | GIADA LASORBA |
| Delegato |

